• sabato , 4 dicembre 2021

Coronavirus, nuovo test rapido della saliva per diagnosticare in 10 minuti un’infezione da covid19

SI tratta di un test rapidissimo della saliva per diagnosticare la patologia da coronavirus in circa 10 minuti. Il nuovo test rapido è stato creato da Lorenzo Azzi, ricercatore all’università dell’Insubria, e Mauro Fasano, docente dell’ateneo, ed è stato sperimentato all’ospedale di Circolo di Varese grazie a una task force coordinata dall’infettivologo Paolo Grossi. Questo esame funziona in modo simile a quello dei test di gravidanza: applicando un campione di saliva su una piccola striscia di carta assorbente, qualora una persona fosse positiva nel giro di qualche minuto si formerà una banda colorata. “La novità del test sta nella sua semplicità, che permette a chiunque di poterlo utilizzare – spiegano dall’Asst dei Sette Laghi – nella rapidità del risultato e nel fatto che, a differenza dei test sierologici che evidenziano gli anticorpi, attraverso la saliva viene evidenziato direttamente il virus e dunque è possibile stabilire se il soggetto è infetto in quel preciso istante. La sperimentazione è stata condotta con la massima celerità su un centinaio di pazienti”. “Questo test è nato da una buona intuizione accademica e mette in collaborazione, come sempre, l’università dell’Insubria e l’ospedale di Circolo nella cura del paziente messa davanti a nuove sfide dall’emergenza Covid-19”, dichiara il rettore Angelo Tagliabue. Giulio Carcano, presidente della Scuola di Medicina dell’ateneo, sottolinea che “l’emergenza sanitaria interroga sia sulla comprensione della patologia sia sul tentativo di curarla, prima di tutto con una diagnosi certa e precoce. Questo protocollo rappresenta lo sforzo congiunto di docenti e ricercatori di differenti discipline dalle materie di base alle applicazioni cliniche”. “Ancora una volta è la sinergia tra l’Asst dei Sette Laghi e l’università dell’Insubria a fare la differenza – afferma il direttore generale dell’Asst dei Sette Laghi, Gianni Bonelli – Ancora una volta sappiamo distinguerci nel campo dell’innovazione. Speriamo che questa sperimentazione dia i risultati sperati e che si possa così disporre di uno strumento diagnostico efficace e rapido”. L’incubo chiamato coronavirus non accenna a cessare. In Italia, nonostante si continui a vaccinare regolarmente, ma con un numero di dosi giornaliere decisamente insufficiente, preoccupano i contagi che risultano ancora elevati e soprattutto i decessi. Il nuovo test rapido salivare sarà molto di aiuto. A fare il punto sulla situazione attuale è il direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, che ha scritto in un post di qualche giorno fa sul suo profilo Instagram: “Inizia una nuova settimana che speriamo ci porti verso una ulteriore riduzione dei contagi e dei ricoveri. A livello nazionale siamo intorno al 5% di tasso di positività dei tamponi e ormai sono più di 10 giorni che il numero dei ricoverati in ospedale continua a scendere sia nei reparti medici che di terapia intensiva. Ci stiamo mettendo alla spalle anche la terza ondata”. L’esperto, continuando sul suo post, risponde a una domanda sicuramente posta da molti, ovvero, ‘ci saranno altre ondate?’: “Tutto dipenderà dal numero di vaccini che faremo entro il prossimo autunno, ma è probabile che a ottobre/novembre assisteremo a un nuovo incremento di casi. Ovviamente si spera che saranno pochi e che sapremo gestirli e controllarli senza tornare a chiusure e coprifuoco. Questo si chiama imparare a convivere con il virus”, ha concluso Bassetti

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