• giovedì , 17 agosto 2017

L’evoluzione della penna a china

L’avvento delle penne tecniche ha aperto un nuovo mondo per i disegni ad inchiostro. Sebbene all’inizio la penna a china tecnica, fu progettata per architetti e ingegneri, la manualità la resa popolare tra gli artisti. Tuttavia, il costo iniziale, fu uno scoglio per gran parte degli artisti.

Così per abbassare i costi, i produttori hanno modificato il materiale della punta, dal metallo alla plastica, il che la resa più conveniente e con minori costi di manutenzione, adesso anche se la longevità non è più come i vecchi pennini a china, la nuova penna a china professional ha senza dubbio una migliore prestazione; le punte in plastica sono in grado di avere una più ampia gamma di angoli, senza dover essere tenuti perfettamente perpendicolari alla pagina, come le ormai superate penne a china.

Il loro successo è dovuto in particolare modo, all’inchiostro e alla punta appositamente formulata.penne a china

L’inchiostro delle penne a china professional, resiste a sbavature e la sua brillantezza permane nel tempo, cosa che lo differisce dalla maggior parte degli altri inchiostri, avendo anche un asciugatura rapida.

Il segreto di questi inchiostri è la pigmentazione, cioè tutte quelle piccole particelle di colore rese talmente fini e minuscole da poter essere sospeso in un materiale liquido, queste sono più stabili, a differenza di quelle usate per stilografiche o marcatori permanenti, e sono meno sensibili all’esposizione dei raggi UV o prodotti chimici, resistendo alla perdita di colore e anche a taluni solventi.

Progettate per lavori di precisione, a differenza di pennini o pennelli, la penna a china professional, crea una linea prevedibile e coerente, facendo creare una linea più naturale.

Disponibili in una serie molto vasta di formati con punte per le varie esigenze, sono in grado di fornire linee grafiche molto audaci, dando ad artisti un ampio spettro di possibilità di disegno.

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