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Il mondo del porno è alla ricerca di storie originali e adesso inizia a prendere spunto anche dalla realtà.
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 Subject :Recensione alice in 3d.. 04-03-2010 11:47:01 
roger pagini
Normale
Joined: 15-06-2009 10:55:39
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Vanno indubbiamente analizzati attentamente più livelli per dover recensire, o comunque anche solo commentare, un film tanto atteso, importante e imponente come Alice in Wonderland. Dal punto di vista prettamente tecnico, il film non regala nulla di nuovo. Dovendo fare un paragone con il recente Avatar di James Cameron, la sfida semplicemente non sussiste proprio perchè ci ritroviamo su due mondi completamente differenti. Il ‘paese delle meraviglie’ creato da Burton è sì visibilmente affascinante, ma anche visibilmente finto. L’utilizzo del green screen si vede lontano un miglio, le tante ‘creature’ parlanti del Sottomondo sono esageratamente computerizzate, tanto da far quasi rimpiangere gli animali di Narnia. Il Bianconiglio, solo per fare un esempio, sembra uscito da un videogame. L’interazione degli ‘umani’ con l’universo che ruota attorno a loro non è affatto credibile, dando sempre l’impressione “dell’effetto speciale”, purtroppo non eccelso. Uno su tutti, il Fante di Cuori Ilosovic Stanye, rende perfettamente l’idea, muovendosi a ’scatti’ in tante, troppe scene.

A non aiutare ci si mette poi anche il 3D, sinceramente ‘regalato’, nel senso che se ne poteva fare tranquillamente a meno. A parte qualche banale ma dovuto ‘effetto’ per accontentare lo spettatore (vedi oggetti che piovono ‘verso’ la sala), l’utilizzo del 3D appare decisamente non inglobato all’interno della trama stessa, tanto da non risultare necessario. Dettagli tecnici a parte, comunque non di poco conto visto il loro massiccio utilizzo, il film conquista ed ammalia sia grandi che piccini, riuscendo a bilanciare sketch infantili a momenti più cupi, tipici del regista. Un regista, Tim Burton, apparso forse ‘frenato’, quasi impaurito dalla responsabilità capitatagli addosso, tagliando probabilmente molto in fase di montaggio, vista la scarsa fluidità a cui va incontro la pellicola nella sua parte iniziale e centrale. Ai personaggi già conosciuti se ne aggiungono così altri, con Alice pronta a tornare nel ‘paese delle meraviglie’ 13 anni dopo il primo ‘viaggio’. Spetterà a lei, infatti, sconfiggere il terribile paladino che permette alla diabolica Regina Rossa di governare il Sottomondo, ridando così la corona alla sorella, l’amorevole Regina Bianca, da troppo tempo ingiustamente detronizzata. Tornata tra vecchi amici, ovvero il Cappellaio Matto, lo Stregatto, Pinco Panco e Panco Pinco, il Bianconiglio, il Brucaliffo e il Leprotto Bisestile (che tanto ricorda Roger Rabbit), Alice, che nulla ricorda del suo viaggio passato, dovrà così farsi coraggio e tornare l’impavida bambina di un tempo, prima di risalire nel suo vero mondo, dove c’è un “sì matrimoniale” ad attenderla…

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Last Edited On: 04-03-2010 11:48:27 By roger pagini for the Reason
 Subject :Re:Recensione alice in 3d.. 05-03-2010 16:48:15 
sandro12
Avanzato
Joined: 16-02-2010 09:06:18
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tratto da altro sito, io non sono bravo a scrivere bene ma questo è quello che penso: "Brutto fine settimana per i grandi maestri. Se Scorsese piange, Burton non ride. Alice nel paese delle meraviglie, per di più in 3D, era il suo sogno, il film che in ogni intervista citava e al cui solo pensiero eccitava se stesso e i fan. Il problema di entrambi, forse, oltre ai difetti abbastanza palesi delle loro opere, è proprio il fatto che questi loro film fossero ammantati di notevoli aspettative. Prontamente deluse. Nel caso di Burton, tra l'altro, la caduta è inspiegabile. Se Lewis Carroll avesse potuto scegliere un regista, di sicuro avrebbe scelto lui, e storia, immaginario e sottotesti di quel capolavoro rivoluzionario (in verità qui si ritrovano Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò) sembrano cuciti addosso sul cineasta più visionario, dark e fantasioso degli ultimi decenni e, forse, di sempre. E invece ci ritroviamo con scomodi occhiali a soffrire di un 3D senza ragion d'essere (ma come, proprio lui che ha fatto della tecnologia un'arte e mai il contrario?) e un romanzo di formazione tra i più banali, in cui Tim sembra prendere il peggio dello scrittore e del film d'animazione Disney per darne una versione più che burtoniana, burtonista (sembra essere girato da un suo mediocre imitatore), e, incredibile a dirsi, normalizzata. Non c'è il precipitare nel vuoto- unico momento davvero 3D nel film- del cartone Disney, in cui colori e animazione, un rutilante carnevale di canzoni e invenzioni, non nascondono mai la natura inquieta del racconto e la malinconia frenetica di una protagonista che si perde continuamente, per ritrovarsi. E non c'è il caos di Carroll, la rivoluzione narrativa, etica ed estetica che disorienta il lettore continuamente. Manca persino l'ambiguità- solo ravvisabile nella sdolcinata e altezzosa Regina Bianca Anne Hathaway- che in entrambi ci faceva chiedere dove fosse il bene e dove il male. Certo, la regina di cuori, pardon rossa, è sua moglie Helena Bonham Carter, e quindi intuiamo che troppo antipatica non gli stia, ma il finale ci consegna una conclusione lieta e incoerente con spirito e filologia del grande classico. E, dulcis in fundo (si fa per dire), Johnny Depp sembra la versione più folle del Mago Galbusera, non incide mai sul film, surclassato dalla sola voce di Stephen Fry, magnifico Stregatto. Altro che meraviglie... "
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