• venerdì , 17 novembre 2017

Alcuni buoni accorgimenti per servire il vino

Il vino è una delle bevande più amate e consumate al mondo, ma sono pochi a conoscerlo, a saperlo abbinare a tavola e a conservarlo correttamente, ogni giorno si commettono errori che ne alterano il gusto e le proprietà organolettiche.

Per evitare errori di consumazione e conservazione ai meno esperti, sono stati scritti tantissimi libri guida che danno informazioni utili su come produrre il vino, come conservarlo e servirlo in tavola, al fine di far vivere un’esperienza unica al palato, esaltando il gusto e i sapori di ciò che si sta mangiando.

Prima di arrivare sulla nostre tavole, il vino percorre una lunga strada fino ad arrivare a trasformarsi nella bevanda deliziosa che ogni giorno, appaga il palato di milioni di persone; saper versare il vino nel modo giusto nel bicchiere non è semplice come può sembrare, spesso si compiono tantissimi errori nel servizio senza nemmeno accorgersene sul momento, anche se poi il risultato finale compromette non poco la qualità.

Per esempio, quando andiamo al ristorante e scegliamo un buon vino rosso per accompagnare il nostro pasto, il sommelier sa perfettamente come presentare la bottiglia e servire il vino, questo perché hanno conoscenze specifiche.

La prima regola fondamentale è quella di mostrare sempre l’etichetta, in modo da far vedere al cliente il nome del vino e farne apprezzare consapevolmente le qualità.

Inizialmente si serve una piccola quantità nel bicchiere, si attende che l’ospite assaggi e assapori il vino e poi si prosegue versandone ancora, partendo da destra.

Le bottiglie di spumante o di Champagne possono essere sorrette dalla base premendo con il pollice contro il fondo concavo, si tratta di un modo diversare che va bene al ristorante, eseguito da un sommelier con esperienza, ma sicuramente non  è adatto a una cena a casa tra amici.

Molti hanno un abitudine sbagliata e poco elegante, ovvero quella di coprire l’etichetta dello Champagne fasciando la bottiglia in un tovagliolo; inoltre, è buona norma tenere le bottiglie troppo grandi con due mani, per avere una presa migliore ed evitare di ruotare il braccio verso l’alto.

Lo Chamapagne va servito freddo e mai ghiacciato, la temperatura perfetta è quella tra i 6 e gli 8 gradi, mentre lo spumante deve essere tra gli 8 e i 10 gradi, inoltre, se i bicchieri non sono tenuti in un posto fresco, sono in grado di alzare la temperatura di un paio di gradi.

Per cui è consigliabile metterli in frigorifero o in un posto fresco, in modo da non perdere niente del bouquet e se non si vuole influenzare in negativo il perlage dello Champagne.

Per tutti gli altri vini, le temperature devono essere le seguenti:  vini bianchi giovani (10°), rosati (11°), bianchi dolci (12°), da barrique (14°), vini rossi giovani (16°), rossi robusti e corposi (18°) e, infine, i vini rossi molto invecchiati (20°).

Per il servizio, esistono diversi bicchiere, di varie forme e grandezze, per servire correttamente il vino bisognerebbe conoscerli tutti, perché sapere come servire il vino è una vera e propria arte.

Ci sono anche delle regole che riguardano il momento giusto in cui aprire una bottiglia di vino, per esempio, Champagne e spumante e vini bianchi si devono aprire al momento del servizio, mentre i vini rossi invecchiati a lungo, devono essere aperti in anticipo, in modo da migliorarne le proprietà organolettiche, allontanando l’odore di chiuso.

Il vino può essere versato in un decanter o una caraffa per accelerare l’effetto di ossigenazione, oppure lasciarlo in bottiglia e servirlo nel bicchiere, versandolo lentamente.

Questi accorgimenti di cui abbiamo parlato saranno utilissimi per evitare di commettere errori a tavola, ma anche per servire il vino in modo giusto, è chiaro che l’utilizzo di tecniche sbagliate, di presentazione e di utilizzo dei bicchieri non consono possono far perdere qualità alla bevanda.

Avrete sicuramente notato che se una bottiglia di vino non viene maneggiata con cura, quando si versa nel bicchiere, il sapore e le proprietà sembrano perdere di incisività, questo perché il contenuto ha subito un trattamento non consono che ha portato a rovinarne le proprietà organolettiche.

Importantissimo è anche saper abbinare la giusta qualità di vino al piatto che si sta per mangiare, le regole generale suggerisce di scegliere il vino bianco con il pesce e le carni bianche e il rosso per le carni rosse e quelle più grasse, in realtà ci sono alternative come i vini rosati che possono essere abbinati un po’ a tutti i tipi di pietanze.

Lo Champagne e lo spumante si abbinano soprattutto ai dolci, ma vengono anche utilizzati durante le portate principali, un bravo intenditore sa perfettamente quali sono le qualità che meglio si prestano a ciò che si sta mangiando.

Se non siete degli esperti di vino, potreste recarvi presso un enoteca, solitamente in questi negozi sono presenti persone specializzate e preparate che sanno indicare la giusta bottiglia per ogni tipo di piatto, potrebbe essere un validissimo aiuto se state preparando una serata a casa o dovete andare a cena da amici e volete prendere del vino.

Al ristorante, invece, potete farvi suggerisce dal sommelier o dal cameriere la migliore bottiglia di vino da abbinare alla vostra ordinazione, ricordando sempre di osservare l’etichetta, in modo da essere certi che sia quella scelta.

In linea di massima, quindi, è chiaro che per gustare un buon vino rosso o bianco, aldilà della scelta della bottiglia e della qualità della bevanda, si deve prestare attenzione a tutto il resto, dall’origine, alla portata, alla presentazione e al momento in cui il vino viene versato nel bicchiere.

Un buon intenditore sa riconoscere se si trova davanti a una persona esperta di vino, ma con queste informazioni, anche i meno esperti potranno far caso a dei particolari che prima ignoravano del tutto.

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